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Naturalità e sostenibilità nelle scelte di acquisto

Marzo 17, 2021

La ricerca di ingredienti naturali e biologici al 100%, la sostenibilità e la trasparenza per contrastare il greenwashing, sono questi gli elementi chiave che emergono dall’indagine focalizzata sul consumatore, commissionata da Natrue, che ha valutato tre aspetti: atteggiamento in fase d’acquisto, percezione dei brand e garanzie dei marchi.

Il campione e l’obbiettivo della ricerca

Lo studio ha coinvolto un campione rappresentativo di oltre 1.000 consumatori in Germania e Francia, rispettivamente (70% donne, 30% uomini, di età compresa tra 18 e 65 anni). Il sondaggio condotto tra gennaio e febbraio 2021, ha esaminato circa 30 marchi convenzionali, “ispirati alla natura”, naturali e biologici.

L’obiettivo dello studio era indagare la percezione e le aspettative dei consumatori rispetto ai brand di cosmetici, alle garanzie dei marchi e ai claim spesso utilizzati per valorizzare i cosmetici naturali e biologici.

Il risultato

Sia i consumatori tedeschi che quelli francesi sono stati concordi nello scegliere “ingredienti naturali e biologici al 100%” come caratteristica principale che definisce la percezione di “naturalità”, seguito da altri aspetti come “protezione del benessere degli animali” e “a ridotto impatto ambientale“.

Dal sondaggio è emerso che alcuni intervistati non sono in grado di distinguere in modo univoco tra prodotti “ispirati alla natura” e prodotti “naturali”. Questo avviene più nel mercato francese che in quello tedesco dove la conoscenza dei cosmetici green sembra essere maggiore. I consumatori francesi sarebbero quindi più esposti al rischio di acquistare un prodotto sulla base di affermazioni forvianti di greenwashing, la sempre crescente tendenza a spacciare per naturali e bio prodotti che in realtà non lo sono.

Leggi anche l’articolo Il cosmetico oggi tra green e sostenibilità

 

Percezione del brand

In generale, l’indagine evidenzia che i consumatori cercano prodotti che garantiscano la protezione del benessere animale e l’assenza di test sugli stessi, nonostante l’esistenza di un regolamento UE che, dal 2004, vieta la sperimentazione animale nei prodotti cosmetici e, dal 2009, per gli ingredienti. La presenza o assenza di determinate sostanze rappresenta anche un fattore importante per la valutazione del livello di “naturalità” di un cosmetico.

Inoltre si registra una maggiore frammentazione dei brand, poiché anche i leader del mercato convenzionale lanciano sempre più nuovi marchi cosmetici “ispirati alla natura”, ma spesso anche prodotti certificati come naturali/biologici. Tali brand, a causa della più ampia percezione di marketing, potrebbero essere percepiti come “più naturali” nonostante abbiamo le medesime caratteristiche, quando non inferiori in termini di “naturalità”, di alcuni marchi naturali/biologici.

Leggi anche Le creme solari naturali e bio da usare tutto l’anno

comprensione dell’etichetta

La maggior parte delle etichete sono percepite dagli intervistati come poco chiare. Descrizioni multifattoriali (ad esempio, quelle che si trovano su prodotti certificati come “naturali” o “biologici”), che stabiliscono criteri per certificare diversi aspetti verificabili di un prodotto (es. formulazione, ingredienti, lavorazione, criteri etici e sostenibili, ecc.), sembrano essere più difficili da capire per i consumatori di quelle che verificano una singola caratteristica (ad esempio, etichette che certificano i cosmetici come “vegani”, ” equo solidali”, “cruelty-free”, ecc.).

Anche se non c’è una chiarezza assoluta sulla maggior parte delle etichette multifattoriali, queste sembrano rassicurare comunque i consumatori e rafforzare le loro decisioni d’acquisto. Infine, a livello di prezzo, lo studio indica che la maggior parte degli intervistati, circa il 90% di entrambi i mercati, è disposta a pagare di più per cosmetici naturali e biologici certificati.

www.natrue.org

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Articolo a cura di Maurizio Gallinaro
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